STEVIE E RAY…STORIA A LIETO FINE

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La storia di Stevie e Ray continua, e questa volta è una bella storia.

Chi segue la nostra pagina facebook avrà visto il video con cui cercavamo casa per i due fratellini neri entrambi con un problema ad un occhio. Molte persone venute in Gattile a cercare un piccolo amico da adottare li avevano visti, molti li avevano accarezzati, molti avevano ricevuto le loro fusa, tutti avevano detto che erano simpatici, affettuosi, divertenti, che si, erano veramente due amori di cuccioli, ma poi Stevie e Ray restavano lì, nel loro box.

Alla sera la pappa con il volontario di turno, dieci minuti di coccole, e poi la porta dell’isolamento si chiudeva e loro restavano lì, aspettando che magari il sabato successivo, giorno di visite in Gattile, qualcuno non scegliesse l’ultimo cucciolo arrivato “perché il gattino piccolo lo cresco come voglio io”, o la gattina bianca a pelo lungo, o il certosino con gli occhi azzurri meravigliosi, ma si “accontentasse” semplicemente di due fratellini neri, inseparabili, non più piccoli, perché il tempo passa, e anche i gatti non rimangono cuccioli per sempre, e soprattutto due gatti neri, come tanti, e per di più entrambi con un difetto ad un occhio.

Stevie e Ray hanno passato mesi e mesi in quel box. Un box a due piani, perché i volontari le hanno pensate tutte per farli muovere, ma pur sempre un box, dove non si può correre, arrampicarsi, giocare.

Anche dopo la pubblicazione del video non sono arrivate valanghe di richieste di adozioni. Del resto chi sceglierebbe due gatti neri guerci, con l’abbondanza di meravigliosi cuccioli sani a disposizione.

Per Stevie e Ray è arrivata una sola richiesta. Però è arrivata quella giusta.

Dieci giorni fa Stevie e Ray hanno lasciato finalmente il loro box e sono arrivati a casa di Mari. Mari si è innamorata di loro vedendo il loro video sul web, vedendo quanto erano dolci e coccoloni, senza badare ai loro occhi, e li ha accolti a casa con le lacrime. Mari non ha una vita facile: si occupa da sola di due ragazzi con problemi di autismo, ed ha scelto due gatti che nessuno voleva. Ha preparato per accoglierli una stanza bellissima e luminosa con la cuccia imbottita, i giochini e le ciotole. Dopo pochi giorni Ray è diventato il compagno inseparabile di uno dei ragazzi, lo segue ovunque e dorme con lui. Stevie è ancora timoroso, ma siamo sicuri che col tempo perderà ogni timidezza.

Noi volontari ci scontriamo quotidianamente con una realtà molto dura: non è facile raccogliere un gatto incidentato lungo una strada, accudire micini senza mamma buttati in qualche fosso o cassonetto, magari feriti o con gli occhi pieni di pus, gestire gatte gravide stremate che ancora stanno allattando la precedente cucciolata perché i paladini della “natura” non concepiscono la sterilizzazione, o perché “i gatti sterilizzati poi non cacciano i topi”. Ancora più difficile è avere a che fare con persone che si liberano tranquillamente di quelli che dovrebbero essere compagni di vita a quattro zampe per i motivi più disparati: ci si separa dal partner e il gatto non lo vuole nessuno; l’anziano viene a mancare e il povero gatto che fino al giorno prima era coccolato come un figlio diventa solo un intralcio, un oggetto da buttare come una scarpa vecchia; è in arrivo il bimbo e il ginecologo paventa rischi irreparabili solo a guardare il gatto di casa.

L’adozione di Stevie e Ray è stata per noi volontari una festa e una piccola grande consolazione, e speriamo che sia soprattutto un esempio per chi ci segue, e un incoraggiamento ad andare oltre le apparenze.

Grazie Mari. Auguriamo a te e ai tuoi ragazzi tutto il meglio.

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