Le vite di Peter

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Dicono che i gatti abbiano sette vite.
Peter ne ha avute sicuramente più di una.

Non sappiamo molto della sua prima vita. Sappiamo che era un gatto non sterilizzato, forse apparteneva ad una colonia, forse era un randagio che si arrangiava per sopravvivere.
Di certo era stato impallinato da un cacciatore: alcuni dei pallini che aveva in corpo si sentivano ancora al tatto dopo tanto tempo.
Di certo la sua prima vita non è stata facile, e come molte vite di tanti gatti di nessuno, è finita un giorno del 2014 sull’asfalto di una strada, di quelle dove le auto sfrecciano e gli animali che hanno la sventura di passare di lì nell’attimo sbagliato finiscono travolti e lasciati agonizzanti nell’indifferenza dei più.

Ma non di tutti. Quel giorno passava di lì una volontaria, di ritorno a casa alla fine di un turno in Gattile che, vedendo il gatto investito immobile sull’asfalto, si ferma per spostarlo dalla strada ed evitare che venga maciullato da altre auto. Ma il gatto è vivo. Tramortito ma vivo.
Corsa dal veterinario. Cerchiaggio alla mandibola e nient’altro di rotto.

Il gatto arriva in convalescenza in uno degli isolamenti del Gattile, viene chiamato Peter e inizia la sua seconda vita.
I primi tempi sono terribili. Peter è un gatto selvatico e arrabbiatissimo. I primi contatti con i volontari non sono un idillio: Peter attacca e deve essere avvicinato con la massima cautela per non rischiare morsi e graffi.
Ma il tempo passa, e Peter diventa piano piano affettuoso e docile, una volontaria si innamora di lui e decide di portarselo a casa.

Peter arriva a casa, adorato e coccolato dalla sua nuova famiglia. Sembrava l’inizio di un’altra vita. Ma le cose non sono sempre facili, e non sempre c’è il lieto fine come nelle favole.
Dopo un paio di settimane arriva il momento di conoscere gli altri gatti di casa, e qui purtroppo Peter torna ad essere il maschio selvatico abituato a combattere per sopravvivere, e inizia a seminare il panico.
Nonostante gli innumerevoli tentativi di integrare Peter con gli altri gatti, arriva il momento di desistere.
Peter è tanto buono e dolce con la sua famiglia umana, quanto territoriale e aggressivo con gli altri malcapitati felini. E Peter torna in Gattile ed entra nell’Oasi Nuova.

A Peter non è mai piaciuto tanto stare in oasi. Era un gatto timido e solitario. In mezzo a tanti altri gatti preferiva rimanersene in disparte.
E’ sempre stato un gran mangiatore, forse memore dei tanti digiuni della sua prima vita, ma non si precipitava a mangiare in mezzo agli altri. Bisognava dargli un piattino a parte.
Peter era bellissimo. Bianco e rosso. Un gattone meraviglioso con lo sguardo sempre malinconico.
Chissà se rimpiangeva la sua vita di gatto randagio.
Poi sono arrivati i problemi ai dentini, e poi alle orecchie, che sono state sempre un suo punto debole. Peter è stato operato alla bocca, e ha fatto innumerevoli cure alle orecchie.
Ma l’oasi non faceva più per lui.

Ormai erano passati alcuni anni dal primo tentativo di adozione fallito, e nel frattempo un’altra volontaria si era innamorata di lui, così Peter esce di nuovo dal Gattile per andare a casa di Claudia, ma questa volta non da solo, insieme a Tony, uno dei suoi pochi amici dell’oasi, anche lui un micio bisognoso di cure e attenzioni che in Gattile non poteva ricevere.

Ed inizia così l’ultima e più felice vita di Peter.
Peter e Tony sono entrati nella loro nuova famiglia che li ha amati, accuditi e coccolati come figli. E loro sono stati i gatti più adorabili ed affettuosi che chiunque potesse desiderare. Da gatto selvatico che era, Peter si è trasformato in un giorno nel miglior gatto da appartamento, che adorava il divano, il letto e i giochini.
Peter e Tony con Claudia e la sua famiglia sono stati finalmente i gatti felici che tutti i gatti dovrebbero essere. Curati, amati e rispettati, e hanno ricambiato con tutto l’affetto e la dolcezza che i gatti possono dare.

Purtroppo però Tony, già malato da tempo, lo scorso anno se n’è andato, e questo è stato un altro duro colpo per Peter. Sono arrivati in casa di Claudia altri mici bisognosi di cure speciali, con cui Peter ha fatto amicizia, ma purtroppo non c’era più Tony.

Peter quest’anno ha sviluppato una malattia autoimmune che lo ha pian piano consumato. Non sono bastate le cure prestate da Claudia, le continue corse dal veterinario, i piattini con ogni tipo di leccornia con cui ad ogni ora veniva stimolato a mangiare.

Peter è morto lunedì 6 luglio, lasciando Claudia e la sua famiglia nel dolore e tutti noi del Gattile nella tristezza e nello sconforto.
Sconforto per la perdita di un micio meraviglioso, bellissimo e malinconico, tristezza per non aver fatto abbastanza per lui.
L’unica consolazione è sapere che Peter ha avuto almeno un’ultima vita bellissima.

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